Terrier e topi, facciamo chiarezza!

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Questa è la risposta di Daniela Castellani a un articolo uscito pochi giorni fa sul Messaggero Veneto, quotidiano locale del Friuli Venezia Giulia.

L’articolo in particolare è questo:

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/04/10/news/troppi-topi-in-paese-e-nei-campi-la-caccia-si-fara-con-i-cani-1.11203950

Ecco la risposta:

Pochi giorni fa sul Messaggero Veneto è apparso un articolo accompagnato da una foto gigante di un cane di razza Deutsche Jagdterrier. L’articolo verteva su un tema di sicuro interesse: i topi e i ratti come problematica sanitaria. Tuttavia, mentre lo leggevo mi sono resa conto di varie inesattezze. Non è vero che il “popolo”dei topi manda in avanscoperta un “assaggiatore” vecchio e malandato a testare la bontà di un’ipotetica esca. Il fatto che un ratto assaggi del cibo avvelenato e muoia immediatamente davanti ad altri conspecifici è casuale. Certo, gli altri animali, allertati, non toccheranno quel cibo ma con le moderne esche di emorragici a ritardo anche se un topo divora un’esca non muore immediatamente!!!

Inoltre,nell’articolo che citava come formidabili acchiappatopi lo Jagd appunto e il Fox Terrier (vero) non si capiva assolutamente come questi cani andrebbero utilizzati e da chi!
Ma la cosa più grave è che nell’articolo non si fa cenno al rischio a cui i cani andrebbero incontro:la leptospirosi! Ci sono diversi ceppi di questa malattia e nonostante accurate vaccinazioni alcuni di questi riescono comunque a colpire i cani!E di conseguenza aumenterebbe il rischio di contagio anche per gli operatori umani!

Una cosa è l’ambiente di un topino dei granai o di un’arvicola una cosa è l’ambiente altamente infetto dove vivono i surmolotti (Rattus norvegicus) e cioè le super aggressive “pantegane” detti appunto anche ratti di chiavica!!!

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