Lettera Aperta

Mi ci sono voluti circa 15 giorni per scendere nella Fossa delle Marianne e poi risalire in cima al mc Kinley
il tutto a piedi scalzi e con gran dolore.

E adesso, proprio adesso, grazie a una semplice canzone di Bruce Springsteen, the Boss, tutto mi appare chiaro.

Mi appare chiaro prima di tutto come Kipling sia riuscito in una cosiddetta Favola per bambini, a dipingere tutte le categorie umane.

Si signori, adesso so chi sono le tante Shere Kan, le Tigri Zoppe, che ruggiscono qua e là,
ma soprattutto adesso riconosco che esse non sono nulla se non sono attorniate da tante Bandar Log, le scimmie starnazzanti,
e soprattutto riconosco Tabaqui, gli sciacalli che strisciano servili nell’ombra e mordono rabbiosamente per paura e ignoranza.

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Tutta questa orda non può toccare un branco unito che cammina su una pesta sincera,
non può toccare lupi onesti,
che nulla hanno da nascondere,
che agiscono guidati dalla propria coscienza, e senza scopi reconditi.

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Tuttavia, scrivo questa lettera per ringraziare Shere Kan
perché un vero guerriero ha sempre bisogno dei suoi detrattori per continuare a mantenersi allenato,
a non dormire sugli allori,
a non perdere mai il senso di ciò che sta facendo.

Un vero guerriero mantiene il suo cuore sgombro dall’odio ma non può accettare tutto,
non può abbassare la testa altrimenti perde di vista l’orizzonte dei suoi sogni.

E’ proprio Shere Kan, il suo avversario, che senza volerlo lo obbliga a lottare per i suoi sogni.
E’ l’esperienza del combattimento che irrobustisce il guerriero.

E soprattutto, un guerriero ha bisogno dei suoi amici,
del loro sostegno,
della loro ironia,
dei loro sorrisi sinceri,
della condivisione.

Grazie amici, di quello che mi date ogni giorno, spero di fare altrettanto per voi.

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Buon ululato a tutti Lupo Nero

 

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