Le letture del Lupo Nero: Il Libro della Giungla

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Cari amici, da questo mese il Lupo Nero, da appassionato “divoratore”di libri qual è, ha pensato di farvi un
regalo: leggerà e commenterà un libro per voi.

Ovviamente sarà un libro di argomento “canino” o quantomeno su animali in genere. Non ci sarà una separazione tra libro per l’infanzia e libro per adulti  perché, come già ho avuto occasione di dire, se un libro non vale la pena di essere letto a 50 anni non vale la pena di essere letto neanche a 10.

Quando si comincia un percorso come può essere questo di lettura, è impossibile non cedere alla tentazione di raccontare qualcosa di sé stessi. Non ricordo un momento della mia infanzia in cui non stessi
incominciando o finendo di leggere un libro, o di rileggerlo! I libri sono come amici, più ci stai insieme e più impari cose, anche su te stesso. Che meraviglia l’estate distesa sotto un albero con un cane al fianco, succhiando pezzetti di ghiaccio, immersa totalmente in una storia! E quando è arrivato mio figlio non c’è stata una sera, lo giuro, in cui seduta accanto a lui non passassimo un’oretta a leggere insieme fino a quando lui non fu abbastanza grande da leggere da solo.

E alla fine realizzai uno dei miei sogni più grandi: scrissi e pubblicai dei libri! E così anche le mie storie, munite di ali, volano attraverso il tempo e lo spazio e arrivano a cuori che non incontrerò mai ma che conosceranno i miei pensieri, una rete invisibile più grande di quella di Internet.
Ma suvvia, cominciamo questo viaggio.

IL LIBRO DELLA JUNGLA

Era una calda serata ai piedi della rupe frequentata dal branco di Seonee… più o meno così comincia la
storia. Ebbi questo volume in regalo per il Natale dei miei dieci anni insieme al modellino di Little Jo e del
suo cavallo della serie Bonanza. Era un libro con la copertina rigida, verde e Mowgli con Bagheraa disegnati in nero. L’ho letto talmente tante volte che alcune parti penso di saperle a memoria.
L’autore è Rudyard Kipling, un inglese che nacque a Bombay nel 1865 e visse in India a lungo con la sua famiglia. Credo che fosse dotato di una sensibilità straordinaria, di un’immensa umanità e di una profonda
conoscenza dello”spirito”animale.
La storia penso sia nota a tutti: un bimbo piccolo si perde nella jungla e sfugge per miracolo a Shere Kan, la
tigre zoppa, rifugiandosi nella tana di Raska, la madre lupa che lo difende come fosse un suo cucciolo.
Ma Mowgli, il Ranocchio, deve essere accettato da tutto il branco e così Raska e il suo compagno, una  sera, insieme ai loro piccoli ormai svezzati, presentano anche il cucciolo d’uomo ad Akela, il lupo bianco, l’alfa del branco di Seonee. All’inizio i lupi non lo vorrebbero accogliere perché sanno che tenere con loro un piccolo umano rappresenterebbe un pericolo ma due altri animali della jungla intervengono per garantire il loro appoggio: Baloo, l’orso saggio, il maestro, e soprattutto Bagheraa, la pantera nera che aveva vissuto in uno zoo e si era liberata. Essa più di tutti conosce l’Uomo ma non vuole lasciare che Mowgli sia preda di Shere Kan. E così il bambino rimane e viene cresciuto da questi straordinari animali. Diventa lupo fra i lupi e corre insieme a fratello Bigio durante le caccie notturne.
Nella Jungla non c’è educazione montessoriana, per far sì che Mowgli impari le tecniche di sopravvivenza le lezioni sono dure ma mai ingiuste. Molti sono i pericoli, come quando il ragazzino viene rapito dalle Bandar-log, le scimmie chiassose e sciocche e viene aiutato da Kaa, il grande serpente costrittore.
Ma l’uomo torna all’uomo alla fine… e Mowgli ad un certo punto al villaggio incontrerà sua madre e  ritroverà il suo nome originario, Natoo.
Shere Kan però non ha dimenticato quel cucciolo roseo e paffuto che gli è sfuggito quella notte lontana e  tornerà a caccia… ma questa volta il bambino è ormai quasi un adulto con tutta l’intelligenza dell’uomo e  l’esperienza di una vita nella Jungla. Lo scontro sarà durissimo e si risolverà a favore di Mowgli, una volta
per tutte. Ovviamente grazie all’appoggio del branco e di tutti gli amici selvaggi.
La storia si interrompe qui e riprenderà ne Il secondo libro della jungla, un volume successivo.
Il libro della jungla incanta per la poesia che permea ogni riga e che sorge dai luoghi, dai fatti, dai personaggi.
Gli animali sono sì umanizzati e parlanti ma non perdono assolutamente la loro “animalità”,anzi!
E sopra a tutto, più forte di ogni legge umana, c’è la Legge della Jungla che sovrasta ogni cosa e alla quale tutti gli animali, anche l’immenso Hathi, l’elefante, si inchinano.