La legge del Branco

Rien Poortvliet, magnifico illustratore

Rien Poortvliet, magnifico illustratore

Questa è la Legge della Jungla tanto antica e vera quanto il cielo; il lupo che la osserverà avrà vita prospera, ma quello che la infrangerà dovrà morire. Come la liana che cinge il tronco dell’albero, la Legge corre avanti e indietro; poiché la forza del Branco è nel Lupo e la forza del Lupo è nel Branco. Lo Sciacallo può seguire la Tigre ma, Cucciolo, ricordati che il Lupo è Cacciatore e quando ti saranno spuntati i baffi va innanzi a cercarti la preda da solo.

Sta in pace con i Signori della Jungla; la Tigre, la Pantera e l’Orso. Non disturbare Hathi il Silenzioso e non farti beffe del Cinghiale nella sua tana.

Quando due Branchi si incontrano e nessuno dei due vuole cedere il passo, accucciati finchè i capi non hanno parlato poiché può darsi che prevalgano le sagge parole.

Quando ti batti con un Lupo del Branco, devi farlo da solo e lontano, perché gli altri non prendano parte alla lite e il Branco non esca diminuito dalla lotta.

Se uccidi prima di mezzanotte, sii prudente e non risvegliare i boschi con il tuo abbaio, per non far fuggire i cervi dalle messi e far restare i tuoi fratelli a bocca asciutta.

Puoi uccidere per te, per la tua compagna e per i tuoi cuccioli finchè hai bisogno e finchè ti bastano le forze ma non lo fare per il solo piacere di uccidere e 7 volte 7 ricordati di non uccidere l’Uomo.

Se rubi la preda a uno più debole, non la divorare tutta per vanto; la Legge del Branco gli concederà il diritto del minimo; così lasciagli la testa e la pelle.

Quel che il Branco ha ucciso è il pasto del Branco ma dev’essere divorato sul posto; nessuno può portarsene un pezzo alla tana, pena la morte.

Il diritto del Cucciolo di un anno è di reclamare da ogni Lupo del Branco che ha ucciso ed è già sazio, una buona razione e nessuno può rifiutargliela.

Per la sua età e per la sua astuzia, per la forza della sua stretta e della sua zampa, la parola del Capo dei Lupi fa Legge.

Queste sono le Leggi della Jungla e molte e rigorose esse sono: ma la testa e lo zoccolo della Legge e l’anca e la gobba è: Obbedisci!“

Tratto da Il secondo libro della Jungla di R.Kipling

L’argomento che sto per affrontare è, in ambiente cinofilo, di grande attualità: il branco esiste?

Solo a sentir porre questa domanda mi si rizzano i peli sulla schiena! Come si può pensare che il branco non esista? Un animale altamente sociale come il lupo basa la sua stessa sopravvivenza sul gruppo. Anzi, di più, il lupo ha potuto evolversi in cane proprio perché, essendo sociale, non ha avuto difficoltà a creare un’alleanza con un altro essere altamente sociale: l’uomo.

Alcuni replicano che il cane, ormai da secoli inserito in un contesto umano, si è trasformato in un animale “single”, staccato da un contesto di branco.

Invito tutti a leggere un libro interessantissimo “Societies of Wolves and Free-ranging dogs”. L’autore è Stephen Spotte, ben più autorevole di me, in quanto scienziato ricercatore alla Marine Sciences and Technology Center, University of Connecticut.

Spotte ha studiato per anni il comportamento sia di lupi selvaggi sia di cani ma soprattutto il suo interesse si è focalizzato sui cani rinselvatichiti. E’ vero, i gruppi di cani liberi che si formano in ambiente urbano o nelle campagne non hanno molto a che spartire con l’evolutissimo tessuto sociale che caratterizza un branco di lupi, ma esistono eccome! Più che di branchi possiamo, in questi casi, parlare di orde (tipo, in qualche caso, gli Uruchai del Signore degli Anelli). Sono orde che si muovono spesso dietro ad una femmina in calore o che si uniscono in cerca di cibo. Questi cani possono essere estremamente pericolosi perché, a differenza del lupo, non temono l’uomo.

Un branco in città

Ma a parte questo esempio, come si fa a pensare che il cane non sia un animale di branco? Come avrebbe potuto sviluppare un linguaggio così raffinato se fosse un essere staccato dal contesto sociale!

Basta con queste sciocchezze zooantropologiche :il cane è un lupo travestito, grazie a Dio, non un assurdo bambolotto peloso simil-umano! E’ un affronto alla sua intelligenza dipingerlo come una specie di umanoide sub-normale. Chi non accetta questa realtà è perché non vuole accettare la sua stessa anima selvaggia! La mente del cane è, come la nostra, divisa in due parti, la parte sinistra, razionale e quella destra, l’istinto. La vera meraviglia, che ogni giorno mi commuove, è riuscire a comunicare con entrambe le parti di un cane. Sono felice che da sotto i vestiti mi spunti ancora una coda!

E basta anche con questi buonismi del tipo: povero cane perché deve lavorare per noi, perché deve per esempio, formando una squadra con il suo umano, rischiare la vita per salvare qualcuno sotto le macerie? Non è forse meglio che, aspettando che “esibisca un comportamento” lo lasciamo ammuffire su un divano, strafogandolo di cibo, cercando di fargli dimenticare il “richiamo della foresta”? E se parliamo di ingerenze nella sua sfera personale (guai al mondo a dargli un ordine, si potrebbe arrestare il suo sviluppo mentale), cosa ne dite del fatto che sui cani vengono eseguite sterilizzazioni di massa, anche in casi dove basterebbe un po’ di vigilanza per evitare gravidanze indesiderate? Tuttavia, alleviamo e facciamo nascere cuccioli e cuccioli inseguendo assurdi ideali di “bellezza”. La bellezza non è nulla se non è funzionale all’attività pratica che quel certo tipo di cane sarà chiamato a svolgere. La bellezza deve essere unita all’intelligenza, al giusto istinto, alla docilità, alla tempra, eccetera, altrimenti quel cane sarà solo un vuoto simulacro che serve solo alla vanagloria del suo bipede.

Rendiamoci conto che il cane continua ad essere un predatore altamente evoluto che spesso ci portiamo in casa senza la più vaga competenza né idea di cosa lui sia davvero. Il rispetto verso di lui non è rappresentato dall’evitare di porgli dei limiti ma al contrario è sapergli spiegare fin dove può arrivare per inserirsi correttamente nel nostro contesto sociale, in modo da renderlo ben accetto a tutti. Questo è il mio concetto di Legge del Branco in termini attuali. Moltissime aggressioni specialmente su bambini potrebbero senza dubbio essere evitate con una maggiore cultura cinofila vera! Se un pit bull ringhia a un bambino lasciamolo fare, se un pastore del Caucaso si impossessa della casa, lasciamolo fare, aspettiamo che si renda conto che non ci si comporta così… ecco la magica soluzione, il non fare! Sono dell’idea che se c’è un problema bisogna risolverlo, subito!

Vengo da un mondo equestre e quando stai seduto su un animale di 500 chili capisci bene che non puoi fare proposte, devi dare segnali precisi, devi anche lì essere capo branco!

Ah, già dimenticavo! Non si può far lavorare un cavallo, è un’idea superata, antica e cattiva!

Il mio cavallo, Dollaro, è vissuto 33 anni, gli ultimi 23 passati con me, gli ultimi sette o otto libero al pascolo con le mie pecore. Quando lavoravamo insieme otto ore al giorno vi assicuro, ve lo giuro, che lui non vedeva l’ora esattamente come me di correre su e giù per le piste in mezzo ai boschi! Alla fine comunicavamo con il pensiero!

Il cane è un nostro alleato dall’alba dei tempi è al nostro fianco e divide con noi, più di un coniuge, la buona e la cattiva sorte. I cani più felici al mondo sono quelli dei clochard che dormono accoccolati al loro umano, che migrano costantemente con lui alla ricerca di cibo, o quelli che rischiano con lui la vita ogni giorno in ambienti ostili, portando un contributo essenziale alla sopravvivenza sì… del BRANCO.

Il cane è e sarà sempre mio fratello. Ho dedicato la mia vita alla sua conoscenza. I cani sono stati le mie guide e i miei protettori come io ho cercato di esserlo per loro ma sempre nel rispetto assoluto del loro essere cani! I miei cani migliori dormono sul letto con me ma non ho problemi a dare loro delle regole, esattamente come ho fatto con mio figlio.

Forse chi non se la sente di mettere limiti e confini al suo cane non si rende conto che per vivere in una società bisogna assoggettarsi alla legge. Certo, in un mondo fantastico tipo Utopia non servono regole perché ognuno si dovrebbe autoregolare, ma neanche Walt Disney ha mai partorito un’idea così irrealizzabile.

Se un cane in un branco non rispetta la legge finisce isolato (individuo omega) e la sua fine sarà presto segnata, se un umano non rispetta la legge presto o tardi verrà etichettato come sociopatico e a sua volta emarginato o blindato.

E comunque, invito tutti i detrattori del branco a leggersi un po’ di materiale scientifico di livello mondiale per esempio Lupi di Barry Lopez o Dogs di Darcy F.Morey. Specialmente nel secondo si trovano dati ultra scientifici sull’evoluzione lupo-cane comprovati da ricerche su DNA mitocondriale di altissimo livello.

La teoria dell’autodomesticazione di Coppinger, con l’idea che il cane si è evoluto da un canide non propriamente lupo, che ha scavato la sua nicchia nelle discariche umane secondo me (e non solo me) è fallace nel senso che magari nel Sud del mondo anche potrebbe essere accaduto ma certamente non in Siberia o luoghi simili dove nessun cane può sopravvivere senza uno stretto controllo da parte dell’uomo. Dove esistono i lupi, non ci sono cani randagi, ovviamente!

Tuttavia, nessun testo scientifico moderno può essere capito o affrontato se non avete amato e fatto vostro Il libro della Jungla e Zanna Bianca. Come diceva l’autore delle Cronache di Narnia, uno dei massimi scrittori del 900 insieme a Tolkien, se un libro non vale la pena di essere letto a 50 anni non vale la pena di essere letto neppure a 10.

Un ululato a tutti, amici lupetti, a risentirci presto.

Lupo Nero

Arthur Wardle - After the Ball

P.S. Se un animale accoppiandosi con un altro produce prole fertile appartiene alla stessa specie. Se un cane si accoppia con un lupo produce prole fertile quindi…

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