Irish Glen of Imaal Terrier

Irish Glen of Imaal Terrier


irish glen of imaal terrier italy italia (5)

Nella foto il nostro Tabby

L’Irish Glen of Imaal Terrier veniva già menzionato nel XVI sec., fu però riconosciuto a livello internazionale solo nel 1981.

Sull’origine della razza non esiste documentazione storica. Il Glen era il cane allevato da mezzadri poveri, che se ne servivano per mantenere le fattorie libere da topi e ratti e per la guardia alle loro proprietà.

Il suo nome deriva dalla Valle (=Glen) di Imaal, che si trova a sud di Dublino, nelle montagne Wicklow, una terra povera. Il Glen of Imaal, cane molto resistente, veniva utilizzato per la caccia alla volpe o al tasso.

Con molto successo gli allevatori sono riusciti a trasformare l’attuale Irish Glen of Imaal Terrier in un cane d’affezione amante dei bambini, intelligente e coraggioso, ma anche obbediente.

Come tutti i terrier, dovrebbe venire abituato presto a rapportarsi con i suoi consimili. Ha bisogno di movimento e di cure regolari; con l’altezza al garrese di 35 cm nei maschi, è uno dei terrier a gamba corta tra i più pesanti. Ogni due mesi andrebbe fatto lo stripping del pelo  a mano.

irish glen of imaal terrier italy italia (2)

Secondo lo standard di razza della FCI, il Glen deve essere un terrier robusto, forte e con pelo ruvido su un sottomanto corto morbido, con un peso di circa 16 kg;  i maschi possono pesare fino a 18 kg e oltre.

Per gli sportivi il Glen può essere adatto, in quanto ama l’attività fisica e in particolare l’agility. E‘ curioso, coraggioso e resistente. Per chi è più pigro, il Glen è anche un cane da compagnia e adatto alle famiglie, che si trova perfettamente a suo agio all’interno del branco famiglia. E‘ anche meno eccitabile di altri Terrier. Siccome attira attenzione e affetto su di sè ed è inoltre paziente ed empatico ed esprime molta personalità, è anche adatto come cane da pet therapy.

Il colore del mantello può essere con striature blu, color grano e rosso. (Dal sito www.wienerwald-glens.at)

Ringraziamo l’amica Gabriela Wetscherek, dell’allevamento www.wienerwald-glens.at che ci ha fatto conoscere questa meravigliosa razza e che ci ha fatto l’onore di darci l’amatissimo Cairdiulacht Einri MacTarbh, “Tabby” per gli amici.

Note e curiosità a cura di Daniela Castellani:

“Fino al 1966, per raggiungere il titolo di Campione, un Glen doveva superare il test chiamato in gaelico Teastac Misneac ovvero Certificate of dead gameness (ovvero doveva in 6 minuti, in silenzio, uccidere un tasso). Siccome per secoli questi valorosi piccoli cani sono stati selezionati in base al coraggio si spera che tali rimangano, pur senza dover far male a nessun animale selvatico.
Non dimentichiamo che per molto tempo oltre che come cacciatori e guardiani i Glen furono utilizzati nei combattimenti! Inoltre non dimentichiamoci anche che sono i più veloci fra i Terrier a gamba corta!
Consigliamo la lettura di “Terrier in Ireland” di David Hancock e “History of the Glen of Imaal Terrier”.

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glen of imaal terrier

“Dopo decine e decine di anni passati con cani di tantissime razze, anche molto diverse fra loro, miei personali e di clienti, dato che sono istruttrice cinofila per cani da Pet therapy e gestisco un centro cinofilo riconosciuto dall’ENCI (Italian kennel club), per una serie di fortuite circostanze e soprattutto grazie all’incontro con Gabriela, mi sono ritrovata a dividere la mia vita con un Irish Glen of Imaal Terrier.
Ho avuto Airedale, ho due Fox terrier e un Irish e amo il carattere unico di questa tipologia di cani: ardenti, appassionati, spericolati, pieni di charme e uniti a chi li sa ben interpretare da un vincolo d’amore e dedizione difficili da esprimere.

Poi è arrivato Tabby (Cairdiulacht Einri MacTarbh), una palla di pelo grigio con due occhi da terrier, una chiostra di denti scintillanti e una personalità unica.

In breve tempo è entrato a far parte della nostra squadra di Pet therapy. E’ ormai la mascotte dei detenuti del carcere di massima sicurezza di Tolmezzo e degli agenti di polizia penitenziaria dove teniamo corsi due volte a settimana.

Si dimostra docile ed affidabile con pazienti psichiatrici e con disabili motori. Venerdì scorso ha però superato se stesso (e non ha ancora compiuto un anno) durante l’incontro di un’ora e mezza presso l’Ospedale di Latisana nel reparto cure palliative ed RSA. Immaginiamo un attimo cosa deve sentire un cane in un posto simile: lui sa che queste persone sono lì per completare il loro viaggio. Eppure un piccolo grande cane grigio è stato in grado di portare conforto passando da un letto ad un altro, da una sedia a rotelle ad un’altra, mentre mani nodose e contratte riscoprivano con lui il piacere di dare affetto. La sua coda esprimeva quello che il suo spirito provava: desiderio di contatto.

Quando un terrier entra in una tana non sa quando ne uscirà eppure continua il suo lavoro senza un lamento. Tabby non sapeva quanto saremmo rimasti lì, nè quante persone avrebbe dovuto confortare. Eppure con allegria ha continuato fino alla fine. Lui che con un morso potrebbe spezzare un osso, usava la sua lingua con delicatezza estrema per dare bacini.
I miei occhi sono lucidi mentre scrivo questo piccolo diario.

Grazie amici terrier il vostro è davvero un cuore impavido.”

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