I caratteri del cane

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Questo è un argomento molto controverso e anche affascinante . Ogni cane è un essere unico e complesso con talmente tante sfaccettature che cercare di catalogare sarebbe impossibile.

Tuttavia,esistono alcuni tratti che possono essere valutati e che, perlopiù, il neofita non conosce e ne ha un’idea vaga e confusa.
Questi tratti sono di importanza fondamentale nella scelta di un cane da lavoro ma secondo me anche nella ricerca di un compagno a 4 zampe per la vita di tutti i giorni.

Temperamento: è la rapidità e l’intensità con la quale un soggetto reagisce a stimoli di qualsiasi tipo sia emotivi che fisici. Il cane che non dimostra in alcun modo questa qualità si definisce apatico. Un temperamento vivace è ricercato nel cucciolo che, crescendo, può tendere a diventare normale.

Tempra: è la capacità di sopportare stimoli esterni sia psichici che fisici,spiacevoli. Si va dal cane con tempra durissima, alla dura, alla malleabile, alla scarsa fino alla molle.
Sia la durissima che la molle sono da evitarsi, spesso cani con questo tipo di tempra sono ingestibili anche nella vita sociale di tutti i giorni non solo nel lavoro.
I cani con gran tempra che magari scivolano da una scala e prendono un colpo un attimo dopo ci risalgono senza problemi.

Docilità: è la capacità di un cane di accettare di farsi plasmare dall’uomo, riconoscendo in esso senza problemi la figura leader, il capobranco. Non ha niente a che vedere con la sottomissione o il servilismo. Lo sguardo di un cane docile ti entra in fondo all’anima e l’unica parola con la quale descriverei un soggetto docile è onesto.

Curiosità: tratto caratteriale importantissimo che deve essere sempre stimolato e mai represso.

Possessività: non è un tratto negativo,anzi. Va però correttamente gestita dal conduttore

Vigilanza: è l’innata capacità di avvertire di possibili pericoli esterni.

Aggressività: è la capacità di reazione a vantaggio della propria e altrui difesa. Se un cane riconosce come conspecifico l’uomo potrebbe scaricare su di esso la propria aggressività. La pulsione aggressiva se viene sempre repressa con metodi errati,va aumentando tanto che a volte deve essere scaricata. Usando correttamente il gioco del tiraemolla spesso questa tensione può essere controllata. Nel branco naturale una volta definita la gerarchia è difficile assistere a lotte sanguinose,nel branco-famiglia misto invece gli umani raramente lanciano chiari segnali al loro cane facendo così aumentare la sua aggressività.
La mancanza di rapporto o rapporti basati su cattive maniere possono sfalsare in modo estremamente pericoloso il carattere del cane.
Ricordiamoci che il cane è un predatore con un linguaggio sofisticato e chi decide di vivere con lui ha il DOVERE di conoscere.

Socievolezza: è la dote che consente al cane di inserirsi in un contesto sociale umano.

Istinto predatorio: è ovviamente un tratto caratteriale atavico che i cani presentano in una gamma vastissima di sfumature. Un border collie che insegue una bicicletta sta seguendo il suo istinto predatorio, un pastore tedesco che afferra la manica d’attacco di un figurante segue il suo istinto predatorio, un terrier che insegue la luce di una torcia puntata sul pavimento segue il suo istinto predatorio e così via.
L’istinto predatorio va incanalato nel gioco controllato dal conduttore e mai portato all’eccesso (es.lancio ossessivo di frisbee ecc.).

Mi domando ogni giorno perché così pochi proprietari di cani si sforzano di conoscere e studiare la psiche del loro beniamino invece di credere che esso sia soddisfatto da cibo in abbondanza, cappottini coi lustrini,coccole a profusione e continui “No”.

Un ululato a tutti, cani e amici dei cani!

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