CASTRAZIONE

CASTRAZIONE

Tradotto da “The Sheepdogs of Anatolia” di Yoruk Koycis

Capitolo 13

“…Far crescere un Anatolia fino al suo pieno potenziale e castrarlo allo stesso tempo è impossibile. Gli Anatolia allargano il loro cranio dopo l’età di 9 mesi circa, che è quando la loro testa diventa più larga e questo processo continua fino ai 20 mesi. Per qualcuno il processo di neutralizzazione dovrebbe aiutare il cane a diventare più completo!

La questione è quella di chiedersi quali processi avvengono nel cervello del cane durante i primi 20 mesi.

Neutralizzare un cane dopo i 24 mesi significa avere semplicemente un cane più grasso.

Comunque, i cani castrati non possono produrre gli stessi ormoni di quelli intatti. Quindi non possono eccellere nei loro doveri di protettori. Il trauma che quei cani attraversano non è umano. (Io ho un concetto diverso di umanità).

Gli amanti della castrazione non considerano gli effetti che gli ormoni hanno sulla salute mentale e fisica del cane. Tutti gli ormoni prodotti hanno un effetto anche sul cervello. Sono regolatori, creatori e anche neutralizzatori.

Qualche proprietario di Anatolia sostiene la neutralizzazione come inibitore del vagabondaggio alla ricerca di un compagno per l’accoppiamento. Gli Anatolia sono vagabondi e l‘aspetto negativo del vagabondaggio è uscire dai confini di un territorio. Il vagabondaggio è anche estendere il controllo. Un Anatolia il cui istinto non è stato rimosso per via chirurgica valuterà il territorio in modo diverso da un castrato.

Per tale cane lo spazio coperto dal suo sguardo è il suo territorio. Al giorno d’oggi il vagabondaggio non è accettabile per le condizioni delle fattorie ma un Mastiff, un Ridgeback o un Pastore Tedesco non devono fare lo stesso lavoro di un Anatolia.

Perché uno dovrebbe prendere un Anatolia per poi doverlo sottoporre a una tortura?

Ho conosciuto una femmina di Anatolia in Turchia che il pastore inizialmente reputava timida e codarda ma più tardi scoprì che essa amava le pecore. Se fosse stata castrata molto giovane il pastore non avrebbe avuto la possibilità di scoprire che ottimo cane sarebbe diventata. Non avrebbe mai avuto la possibilità di farla riprodurre. Era una cagna bianca ed era impossibile riconoscerla tra le pecore. Era molto tranquilla. Solo sollevava la sua testa sopra il gregge e osservava. Alcuni maschi fanno la stessa cosa. Essi non vengono mai castrati. Tenete bene in mente quello che è un Anatolia, non quello che voi vorreste che fosse!

E’ ora tempo di ammettere che “neutralizzare” è una parola dolce e disonesta e noi la chiamiamo “castrazione”.

… C’è una descrizione molto semplice del cane neutralizzato: senza testicoli, senza ovaie. Tuttavia non è lo stesso senza orecchie o senza speroni perché in questi ultimi casi il cane può riprodursi. I diritti degli animali impediscono il taglio delle orecchie ma non il taglio degli organi riproduttivi. E’ come una repressione totalitaria. Un cane con le orecchie tagliate può ancora trasmettere i suoi geni, non così un cane neutralizzato.

Il veterinario potrebbe replicare “ma è per la salute dell’animale se non deve andare in riproduzione”. Come se un cane non potesse riprodursi anche in età matura. Ho conosciuto femmine partorire per la prima volta ed allevare cucciolate sane anche dopo i 6 anni.

Ma la domanda dovrebbe essere: cosa succede quando castriamo un animale? Prendiamo l’esempio di un toro: dopo castrato come bue può svolgere diversi lavori di fatica senza essere aggressivo. Uno stallone viene trasformato in castrone perché il cavaliere ha bisogno di un cavallo più calmo e maneggevole. Docilità è l’opposto di aggressività e la protezione richiede aggressività senza violenza. Se uno non ha bisogno di protezione non ha bisogno di un cane da protezione come l’Anatolia. Inoltre recenti studi hanno dimostrato che a volte un cane castrato diventa più esageratamente aggressivo di uno intero.

Il tipo di aggressività è causata dal bilanciamento di ormoni che si suppone siano parte di un meccanismo generale del cane.

Strappare organi e qualità di animali e piante cercando di ottimizzare o massimizzare la loro produttività è solo un moderno Frankesteinesimo.

Inoltre gli Anatolia non mostrano la loro vera essenza per tempi di crescita lungi. Ebbi un Anatolia apparentemente codardo fino ai 9 mesi e poi si trasformò in un Samurai. Castrarlo avrebbe significato perdere le sue potenzialità genetiche!

I proprietari dei cani dovrebbero avere l’ultima parola su quali parti del loro animale tenere o tagliare via senza essere perseguitati dai cosiddetti “animalisti”. Il benessere animale tanto decantato da questi ultimi spesso suona come una forma di talebanesimo “O sei con me o sei contro di me e non ami gli animali!”

Se solo qualcuno si mettesse a calcolare quanti soldi vengono spesi nelle operazioni di “via tutto” su cani negli USA e nell’Europa Unita. I cani non ne sono certamente i beneficiari.”

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