ANGELI IN PELLICCIA VI

 

Ecco qui il sesto capitolo, buona lettura!!

Capitolo VI

Luna:una storia a lieto fine

Quando la signora passò davanti a quella vetrina non pensava certo che sarebbe tornata a casa quel giorno in compagnia di un piccolo, tenero cucciolo.

Per la verità la sua mente era rivolta a tutti gli appuntamenti di lavoro che l’attendevano quella settimana. Ma il taxi tardava ad arrivare e per ingannare l’attesa la giovane ed elegante donna rivolse l’attenzione al negozio alle sue spalle.In una specie di contenitore di vetro c’erano quattro minuscoli beagle dallo sguardo dolcissimo e supplichevole, grandi orecchie da Dumbo, musetti rotondeggianti, mantello liscio .

Uno in particolare la colpì.

Era una femmina che sembrava tristissima e non partecipava ai giochi degli altri. Per la verità la cagnolina la stava fissando e alla donna parve che quello sguardo le entrasse nel cuore. Non aveva mai avuto un animale e in quel momento le parve che sulla vetrina di quel negozio, tra lei e il cucciolo, si riflettesse l’immagine di lei stessa, da bambina, intenta ad implorare i genitori che le consentissero di tenere un gattino trovato per strada.

Ma i suoi erano stati irremovibili!

Gli animali sono un problema. Sporcano, perdono pelo, puzzano e rovinano i mobili. Niente da fare. Melissa si scoprì a desiderare un tenero animaletto da coccolare. Dentro agli occhi di quella piccola segugia si persero tutti i problemi di lavoro e per un attimo la donna riuscì a dimenticare perfino l’ansia che come una bestia rabbiosa la tormentava e che a volte esplodeva in veri e propri, devastanti, attacchi di panico. Come se stesse guardandosi da fuori, si vide varcare la soglia del negozio e chiedere al commesso qualche informazione sul cucciolo in vetrina.

Melissa, quasi in sogno, si ritrovò in breve in piedi sul marciapiede con in braccio la piccola beagle, tremante.

Riuscì a comporre sul telefonino il numero del suo ufficio per avvertire che quel giorno non si sarebbe presentata al lavoro e si affrettò a tornare a casa.

Viveva in un lussuoso appartamento in un quartiere “in”, senza giardino, ma al negozio le avevano assicurato che quel tipo di cane era perfetto per vivere in casa. La prima settimana trascorse felicemente. La cagnolina, Luna, le si era tremendamente affezionata ed era così piccola -40 giorni scarsi- che mentre la donna era al lavoro, stava in uno dei bagni dove più di qualche pipì non faceva. Di notte Melissa non resisteva e se la portava a dormire con sé sul letto. La presenza del cucciolo la confortava e sembrava quasi arginare quell’oscuro terrore che spesso le stringeva lo stomaco in una morsa e le invadeva la mente.

Poi d’improvviso, Luna iniziò a stare male.

Cominciò con una leggera diarrea per trasformarsi presto in una gastroenterite a tutti gli effetti con vomito e disidratazione. La donna, sconvolta, avvolse la piccola beagle in una coperta e si precipitò da un veterinario. Il medico diagnosticò una sospetta parvovirosi anche perché la cucciola aveva la febbre e sangue nelle feci.

<<Mi potrebbe mostrare il libretto sanitario?>>chiese il medico a Melissa e lei gli porse quello che gli avevano dato al negozio.

In effetti sembrava tutto in regola solo che…il veterinario si rese subito conto che la data di nascita del cucciolo non poteva assolutamente corrispondere alla realtà.

<<Vede,signora>>disse<<la sua cagnolina non ha assolutamente tre mesi come risulta qui. E già tanto se ha 45 giorni!>>.

Melissa restò senza parole.

<<E allora…>> mormorò.

<<E’ allora è possibile che Luna in realtà non abbia un libretto di vaccinazioni anzi, peggio, che non sia neppure mai stata vaccinata!>>.

<<Oh, mio Dio, ma allora…sta rischiando la vita!>>.

<<Temo di si…>>.

Iniziò per Melissa e Luna un vero e proprio calvario fatto di flebo, vitamine, antibiotici. La donna fu costretta a chiedere ferie dato che per curare la grave malattia del cucciolo occorreva una presenza costante. Si ripresentarono gli attacchi di panico mentre Luna combatteva la sua battaglia per la sopravvivenza. Finalmente una notte, mentre Melissa piangeva disperata,la piccola beagle uscì dal nero tunnel del coma e piano piano una luce riprese a brillare nei suoi occhi. La malattia l’aveva duramente provata nel fisico e se non ci fosse stata la sua padrona accanto a lei la piccola beagle non ce l’avrebbe fatta.

Questo lo disse anche il veterinario quando potè finalmente dichiarare Luna fuori pericolo. Melissa sentì calare la tensione e il senso di disperazione con il quale aveva convissuto durante le ultime tre settimane. La sua adorata cagnolina era salva.La donna non sapeva come fare per esprimere alla cucciola il suo affetto: bocconcini prelibati a tutte le ore, coccole continue, dormire sul letto e riposare sul divano: sempre insieme.

Luna non stava mai sola. Infatti Melissa aveva scelto il part –time e le poche ore in cui dovevano restare separate la cagnolina veniva affidata alla donna di servizio. Conobbi Melissa quando Luna compiva un anno di età. La donna mi aveva telefonato per fissare un appuntamento dato che la cagnolina creava qualche problema. Negli ultimi mesi la situazione si era modificata dato che Melissa aveva dovuto riprendere a lavorare a tempo pieno per non rischiare di perdere il posto. Così Luna era costretta a passare lunghe ore a casa da sola.E lì era iniziato il disastro.

Si, perché in una sola mattina l’appartamentino chic di Melissa era stato trasformato praticamente in una specie di discarica, da Luna. A parte il divano sventrato, la carta da parati strappata a striscioline, il lettore CD smontato, al ritorno dall’ufficio Melissa aveva trovato escrementi liquidi praticamente ovunque, specialmente nell’atrio. La porta d’ingresso in particolare appariva graffiata e morsicata come se la cagnetta avesse cercato di aprirsi una via di fuga. I vicini, poi, avevano dovuto sopportare una cacofonia di guaiti strazianti alternati a latrati furiosi che si interrompevano solo probabilmente quando Luna era impegnata nelle attività distruttive.

<<Si rende conto?>> mi stava dicendo Melissa <<Non posso più lasciarla sola. Come prendo il cappotto o mi metto le scarpe, Luna comincia ad agitarsi, ansima , geme, gira in tondo. Per me è un grosso problema.

Perché si comporta così? Ormai non è più un cucciolo. So di molte persone che lasciano il proprio cane solo per ore ed ore e questo se ne sta tranquillo ad aspettarli! Sono troppo legata a Luna per pensare di darla via ma come posso fare se lei non riesce a stare tranquilla neppure un quarto d’ora?>>.

La donna era visibilmente sconvolta e continuava ad accarezzare la cagnolina che a sua volta le saltava in grembo e la toccava con le zampe, ansimando.

<<Ascolti>> le dissi <<Credo che il suo problema si possa risolvere.>>

A queste mie parole vidi i tratti del viso di Melissa distendersi.

<<Ma…>>

<<Ma?>>

<<Ma è necessario che io le spieghi alcune cose. Si metta comoda e prenda appunti.>>

Solo dopo che la donna ebbe in mano una penna e un taccuino cominciai a parlare.

<<Vede, io temo che in realtà anche se n termini anagrafici la sua beagle non sia proprio più una cucciolina, in termini di maturità mentale invece si.>>

Melissa si fece più attenta.

<<Io penso che Luna soffra d’ansia da separazione, un disturbo che colpisce tantissimi cani, di tutte le età, sia nelle città che in campagna.

Questi cani, vuoi per troppo amore, vuoi per varie altre cause, sono rimasti diciamo “infantili” e non hanno raggiunto una maturità giusta rispetto alla loro età anagrafica. Per spiegarle meglio la cosa deve sapere che quando la madre si allontana dalla tana e lascia i cuccioli soli per brevi periodi, questi cominciano ad effettuare la cosiddetta “esplorazione a stella” cioè si muovono su immaginari raggi che partono dal centro nella ricerca della mamma. Si è visto che cani che soffrono di ansia da separazione all’allontanarsi del padrone-mamma cominciano una specie di esplorazione a stella amplificata, nel senso che cercano di distruggere le barriere per poterla raggiungere.

Inoltre per lo stress possono avere diarree psicosomatiche.>>

<<Dio,mio!E come si può rimediare?>>

<<Non è impossibile, anzi!Cominceremo con la terapia comportamentale e se non fosse sufficiente con l’aiuto di un buon veterinario specialista in comportamento potremo anche aiutarla con dei farmaci studiati apposta . E’ necessario che lei sia molto determinata. Deve aiutare Luna a diventare adulta. A proposito, le faccio una domanda, come si comporta nei confronti degli altri cani?>>

<<Oh,è adorabile! Non ha mai ringhiato, si butta sempre a pancia all’aria e a volte fa anche la pipì dall’emozione.

Per dir la verità quando era in calore non accettava le advances di nessuno dei maschi, al parco, ma senza mai mostrare aggressività.>>

<<Vede, lei mi ha dato un’ulteriore conferma che Luna è ferma allo stadio infantile. Non si impone e non è neppure mentalmente pronta per la riproduzione.>>

Offrii a Melissa un bicchier d’acqua per cercare di farla rilassare un poco.

<<Adesso le spiegherò cosa fare. Non le farà piacere ma cerchi di pensare che queste nuove regole non saranno per sempre.

Comincerò dalla parte più dura: gradualmente dovrà far si che Luna non dorma più in camera con lei. Vede, nel branco,quando un maschio compie circa 5 mesi e una femmina 7 la madre, a volte aiutata anche dal compagno, nega loro il riposo insieme agli alfa. Questa è una tappa molto importante nella maturazione dei cuccioli. Questo distacco li aiuta a maturare.

Lei deve fare lo stesso con la sua beagle.>>

Melissa sgranò gli occhi, impallidì un poco e improvvisamente scoppiò a piangere.

In questi casi è impossibile non sentire una profonda commozione e partecipazione nei confronti della persona che si ha davanti. Vedete, per me questa è un’ulteriore prova che i cani rappresentano qualcosa di ben più radicato in noi di quanto saremmo pronti ad ammettere.

Quando cerco di riequilibrare un rapporto devo sempre star molto attenta a come mi esprimo, valutare bene la persona con la quale sto parlando, perché so di andare a toccare delle corde estremamente sensibili. Il cane rappresenta spesso la parte più intima dell’animo di ognuno di noi e proprio studiando il rapporto che abbiamo instaurato con il nostro amico a quattro zampe si riesce a comprendere molto bene la psicologia del suo proprietario.

Davanti al proprio beniamino le persone si mettono a nudo, sia nel bene che nel male, e dare dei consigli è una faccenda delicata. Inoltre non capita , come nel caso di Melissa, che ci sia sempre un solo interlocutore umano ma perlopiù mi trovo davanti famiglie intere magari con più cani . Comunque è un’esperienza sempre estremamente coinvolgente per tutti (anche per il cane!) ,non vorrei esagerare ma a volte è quasi una terapia di gruppo.

Melissa dopo un certo tempo si riprese e mi rivolse un sorriso.

<<Mi scusi sa, mi rendo perfettamente conto che tutto questo è per il bene di Luna…questo l’ho capito…ma sono forse più io che ho bisogno della sua vicinanza di quanto lei abbia bisogno di me.>>.

Ci fu una pausa poi la donna, coraggiosamente aggiunse:

<<Sono reduce da un divorzio…dieci anni di matrimonio…e lui aveva un’altra da molto tempo…è da allora che ho cominciato a soffrire di attacchi di panico…Luna mi sta aiutando moltissimo.>>

Io le sorrisi, sinceramente partecipe.

<<Comunque>> riprese <<mi creda, penso di essere una persona razionale. Farò quello che lei mi consiglia.. per il bene di Luna e mio!>>.

Dopo averle spiegato tutte le regole di capobranco e il contatto occhio-occhio, iniziai ad affrontare il problema della desensibilizzazione a certi stimoli.

<<I cani sono animali osservatori ed estremamente abitudinari.

Se Luna capisce che ogni volta che lei prende le chiavi della macchina e poi infila le scarpe , poi se ne va senza di lei,entrerà in agitazione.

Allora d’ora in poi per esempio le metterà il cappotto e resterà in casa oppure uscirà in vestaglia…ha capito?>>

<<Certamente.>>

<<All’inizio resterà fuori molto poco, poi rientrerà e premierà il cane se si è mantenuto tranquillo.>>

Melissa fu bravissima: veniva da me una volta alla settimana per l’obbedienza di base e per far socializzare Luna con cani ben educati e nel frattempo operava il “distacco” necessario per far si che la cagnolina diventasse “adulta”.

Tutto filò liscio come l’olio.

In capo ad un mese o poco più, e in questo caso senza ausilio di farmaci, la beagle superò totalmente il problema dell’ansia da separazione. Melissa ora era fiera del suo cane che in casa non distruggeva più nulla anche se lasciata sola per ore ed aveva acquisito un discreto grado di obbedienza.

Per di più guardava sempre la sua padrona con occhi adoranti.

<<Sa, avevo davvero paura che seguendo il percorso che lei mi aveva suggerito avrei perso l’amore di Luna.

Invece devo dirle una cosa, mi sembra quasi che lei mi voglia più bene di prima.>> mi confessò Melissa durante l’ultima lezione di obbedienza.

Io sorrisi.

Quando si parla di addestramento le persone temono di dover indossare stivaloni da cavallerizzo e impugnare la frusta di Indiana Jones. Poi invece scoprono che devono solo imparare a controllare il proprio corpo , ad avere più tempismo nei movimenti, una maggiore coordinazione tra pensiero e azione, devono imparare a modulare la propria voce e a essere più coerenti.

Lavorare con un cane è un po’ come fare joga: bisogna essere rilassati, distaccati e nello stesso tempo pronti e svegli.

Questa è la magia.

Provare per credere.

 

Il Beagle

Antichissima razza inglese, citata già nel III secolo dal bardo scozzese Ossian. Da sempre apprezzatissimo cane da seguita, dotato di una voce melodiosa sulla traccia ( da qui il soprannome di singing beagle, beagle che canta). E’ un cane allegro, socievolissimo, affettuoso, simpatico,molto intelligente ma anche vivace, testardo e indipendente. Ed è normale che sia così perché un cane da muta deve essere poco litigioso con i suoi simili ed in grado di lavorare lontano dal suo umano, concentrato sulla traccia. Negli USA è attualmente forse il più apprezzato e diffuso cane da seguita.

Dotato di pelo corto dai colori classici da segugio, tricolore, bianco-arancio, è un cane pulito ma attenzione alla sua passione di rotolarsi sulle carogne. Uno dei problemi del Beagle, oltre alla tendenza alla fuga, è la sua voracità che lo spinge ad ingurgitare praticamente qualsiasi cosa, commestibile e non. Si adatta bene alla vita in casa ma necessita di corse sfrenate e di un compagno umano che sappia capire la sua grande passione per la caccia. Il suo carattere dolcissimo e l’assenza di aggressività verso l’uomo, purtroppo, lo hanno fatto diventare il cane più richiesto come cavia per gli esperimenti di medicina. Il suo olfatto eccezionale e la sua taglia contenuta lo rendono perfetto come cane anti-droga: può infilarsi in ogni spazio alla ricerca delle sostanze stupefacenti senza fare danni. Un Beagle può essere davvero la miglior medicina contro la depressione ma non acquistatelo se non avete tempo da dedicargli.

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