ANGELI IN PELLICCIA V

Ecco il quinto capitolo. Buona lettura!!

Capitolo V

Erik e Lupin: due casi da manuale.

Una delle migliori maestre che abbia mai avuto per quanto riguarda il comportamento e l’etologia canina è sicuramente Raska, una delle mie femmine di Lajka russo-europeo, anzi la femmina alfa, compagna di Devil, che finchè visse fu il leader indiscusso del mio branco.

Osservando il comportamento di Raska con i cuccioli, comportamento assolutamente lupesco, mi sono resa conto di quanto importante sia una madre sicura di sé ed equilibrata. Appena uno dei cuccioli assume atteggiamenti troppo violenti con i fratellini , lei interviene, rapida come una serpe, a punire il cucciolo violento. E’ interessante osservare le posture del corpo che esprimono l’invito al gioco della mamma verso i cuccioli. Posteriore alzato, occhi lucenti, zampe anteriori allargate, testa bassa.

Quando guardo i miei cani mi rendo conto che tutti i problemi che nascono tra animali e umani avvengono per una sola causa: una mancata comprensione del linguaggio, una incapacità di comunicare quasi totale (da parte dell’umano). Quando un cane sconosciuto ed io ci incontriamo credo che entrambi non ci mettiamo più di un minuto per comprenderci. Il fatto è che nessuno di noi due usa il linguaggio verbale, le parole.

Semplicemente ci studiamo.

Da mille e mille piccoli particolari posso capire se il cane che ho di fronte è timido, aggressivo, sicuro di sé, sottomesso, schivo. Se gradisce un contatto con me oppure no. So se posso toccarlo in un certo modo o è meglio che non lo tocchi affatto… I cani ci parlano e si sforzano in tutti i modi di comprenderci e di farsi comprendere. A volte , proprio l’errato uso dei mezzi di comunicazione da parte delle persone e quindi l’interpretazione da parte canina, porta all’instaurarsi di dinamiche pericolose all’interno del branco-famiglia. Non tutti i cani sono portati all’aggressività ma alcuni si e se i messaggi che noi inviamo rafforzano la loro posizione gerarchica, senza volere avremo creato in breve tempo dei piccoli mostri.

Più o meno nello stesso periodo arrivarono da me Erik e Lupin, due cani diversi nella razza ma identici nel comportamento.

Il primo era un bel West Highland White Terrier di cinque anni che viveva con una coppia senza figli, il secondo, stessa età, era un meticcio di media taglia dal pelo fulvo, i cui proprietari, due giovani e simpatici sposini, stavano programmando l’arrivo di un bebè.

Sia Erik che Lupin avevano atteggiamenti da leader ( coda alta e rigida, movimenti lenti, pupille piuttosto dilatate e fisse, marcatura continua del territorio ,sordi al richiamo) ed entrambi avevano già morso. Le aggressioni erano state tutte rivolte -come sempre quando si è in presenza di un cane capo-branco- verso i componenti della stretta cerchia familiare. Infatti il leader, a meno che non venga seriamente minacciato o aggredito, non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno al di fuori del branco. E’ tra le mura domestiche che avvengono di solito le peggiori aggressioni proprio perché si innescano meccanismi del tipo “bomba a orologeria”.

Senza volerlo, inconsapevolmente, sia i proprietari di Erik che quelli di Lupin, i primi forse per troppo amore o perché vedevano nel cagnolino bianco una specie di trudino vivente, i secondi solo perché non avevano mai sfidato il proprio cane e quindi non c’erano mai stati momenti di vera tensione, entrambi, dicevo, avevano dato ai loro cani tutti i privilegi del capobranco.

E sia Erik che Lupin avevano la tempra per sostenere questo ruolo!

I proprietari dei due cani erano tuttavia molto diversi. I primi , specialmente il marito, non ritenevano moralmente accettabile togliere al cane la “spontaneità” o usare a volte un minimo di autorità su di lui, mentre i secondi che pur amavano il loro cagnolino erano disposti a tutto pur di garantire a loro stessi una certa tranquillità nei rapporti con Lupin quando il bimbo sarebbe arrivato.

Non dovevo fallire.

Cominciai con l’abbassamento di grado pilotato, per entrambi, e l’esercizio occhio-occhio. A volte alcuni cani molto forti rifiutano il premio pur di non collaborare.

Sia Lupin che Erik inizialmente si comportarono così.

Avevo avvertito i proprietari che per nessun motivo dovevano sfidare i cani in questa fase. Se un ordine veniva dato doveva essere eseguito ma se non si aveva il potere di farlo eseguire era meglio non darlo. Se nonostante il divieto di salire su un divano, per esempio, il cane ci  si accoccolava sopra, non andava tirato giù con le mani ma richiamato con un boccone e poi premiato. Avevo anche spiegato loro che in questa prima fase, il cane poteva avere un’escalation di comportamenti da leader una specie di ultimo tentativo prima di lasciare lo scettro del potere.

Bastava tuttavia non cedere e le cose si sarebbero sistemate.

Lupin era incredibile. Pensate che la proprietaria quando ancora non conosceva tutte le dinamiche di branco, siccome al cane piaceva riposare in luoghi elevati quando lo portava con sé in ufficio,gli faceva una specie di scalinata formata dai cassetti semiaperti della scrivania perché lui potesse salirci e fare da “fermacarte” vivente! Erik era un caso un po’ più difficile, non tanto per il suo carattere ma perché i suoi proprietari erano molto meno decisi ad abbassarlo di grado.

Specialmente il marito, nonostante la moglie portasse sulle braccia le cicatrici dei violenti morsi di Erik, non voleva sottometterlo. Gli sembrava di fargli un torto, di “snaturarlo”.

Erik poi era un vero peluche vivente.

Un puro esemplare di West Highland White Terrier, dotato di un’autostima pressocchè infinita, con un musetto simpaticissimo e due occhietti neri e birichini che ammiccavano attraverso i ciuffetti di pelo ispido. Camminava altero e pieno di sussiego, con la coda portata alta e il nasetto color carbone tutto fremente a cogliere i mille odori trasportati dalla brezza. A vederlo così, bianco come un piumino, chi l’avrebbe detto in grado di rivoltarsi con rabbia incredibile, senza preavviso, e letteralmente lacerare la mano che lo nutriva?

Un cosino così tenero è in grado di affrontare un tasso nel buio di un cunicolo sotto terra, senza curarsi delle ferite, o con un coraggio che rasenta l’incoscienza, sfidare una femmina di volpe che protegge la prole. Ma com’è che anche questo tipo di cane, come il Basenji, viene ceduto senza avvertire il neo-proprietario del carattere che lo contraddistingue?

Lupin che,all’inizio, sembrava il più ostico invece accettò rapidamente la nuova posizione di gregario. Un bel pomeriggio, eravamo circa alla quarta lezione d’obbedienza, decisi che per Lupin era giunto il momento di eseguire il Terra, l’esercizio di massima sottomissione dove il cane si posiziona a sfinge.

Mi aspettavo un corpo a corpo e invece…incredibile…con la massima fluidità il cagnolino rosso eseguì un Terra degno di Rex. Da quel momento in poi tutto fu molto semplice: con la proprietaria, a parte qualche borbottio e mugugno, Lupin si sdraiava senza problemi.

Il marito era felicissimo.

Tutti loro amavano Lupin e sarebbe stato davvero traumatico dover rinunciare alla sua compagnia. Consigliai loro di continuare con l’obbedienza di base praticamente per sempre a casa e di cominciare a fargli conoscere oggetti da bebè: carrozzine, passeggini ,pannolini e biberon e di far si che il cagnolino li associasse ad eventi positivi e gradevoli. Una loro parente , da poco diventata mamma , si disse disposta a lasciare che Lupin prendesse confidenza con questi oggetti. Certo Lupin era Lupin, il bimbo non avrebbe mai dovuto essere lasciato solo con lui, per esempio, ma l’importante era che il cane rispettasse la gerarchia e non ci fossero conflitti tra lui e suoi proprietari.

Con Erik le cose andavano un po’ più a rilento.

Purtroppo il marito non riusciva ad impedire che il westino salisse sul letto e a quel punto se qualcuno cercava di spodestarlo erano dolori. Avevo loro tanto raccomandato che in questa fase nessuno “facesse”sbagliare il cane: non bisognava che si creassero situazioni conflittuali, non si doveva alzare il livello di tensione, non si doveva arrivare al punto di uno scontro perché in quest’ultimo caso, inevitabilmente,Erik avrebbe vinto.

I due proprietari, infatti, non erano in grado di contrastarlo fisicamente e così il terrier si sarebbe rafforzato ancora di più a livello psicologico. Con i cani dominanti se si arriva al “duello”finale bisogna essere pronti ad andare fino in fondo, proprio come due lupi che competono per un ruolo alfa ma io sconsiglio assolutamente questo tipo di approccio sul genere western! Comunque usando tutta la mia capacità dialettica riuscii finalmente a convincere la proprietaria di Erik “il terribile” della necessità di imporsi sul suo cane e per fargli eseguire il Terra arrivammo ad un compromesso.

Siccome la prima volta avevo dovuto chiudere la bocca del westino con un laccio dato che ci tengo alle mie dita per poterlo mettere in posizione a sfinge, i proprietari mi avevano fatto capire che in quel modo il loro cagnolino si era sentito troppo umiliato. Così chiesi alla moglie se in qualche modo, per spazzolarlo o per coccolarlo, avevano mai insegnato a Erik a sdraiarsi su un fianco.

Per mia somma fortuna la giovane donna mi rispose di si!

Le chiesi allora di farmi vedere come faceva e le dissi di ordinare “Terra!”mentre il suo beniamino si coricava per poi premiarlo tantissimo appena lui si fosse messo giù. Fantastico! In sole tre o quattro volte il terrier non solo accettò la manovra ma si posizionò a sfinge da solo! Dopo di ciò, in poche lezioni, il nostro amico peloso divenne un modello di obbedienza: il tutto in presenza di altri cani, maschi o femmine che fossero.

Ah, che soddisfazione vedere tutti questi cani, su molti dei quali spesso pende una taglia o che sono pronti per avviarsi sul “miglio verde”, grazie ad una comunicazione corretta, cambiare completamente atteggiamento, desiderosi di collaborare, gli occhi adoranti fissi sul loro compagno bipede!

Amici a quattro zampe chi afferma che dentro di voi non alberga un’anima vuol dire che non vi conosce affatto!

Devo ancora incontrare due cani con lo stesso carattere: tutti hanno sfumature diverse, tutti con un enorme potenziale, tutti con una sola cosa che li accomuna: la voglia di vivere a fianco del proprio umano , fino alla fine del tempo che verrà loro concesso.

 

Il West Highland White Terrier

Proviene dalle regioni montagnose ad Ovest della Scozia, le famose Highlands. Probabilmente il suo antenato fu il Cairn Terrier, un cagnolino così chiamato perché cacciava mustelidi e volpi infilandosi sotto i Cairn, antichissime pietre tombali divenute rifugio di ogni sorta di animale selvatico. Il West Highland White Terrier, “Westie” per gli amici, è un bel terrier che va dai 6 agli 8 chili, coperto di pelo duro,completamente bianco. Molto richiesto come cane da compagnia a causa del suo aspetto, spesso si rivela di non facile gestione. Infatti mentre alcuni soggetti sono teneri, affettuosi e,sebbene vivaci, non risultano aggressivi, altri, nei quali l’antico spirito di “guerriero celtico”è meno sopito, possono essere dominanti e a volte persino mordaci. Quindi è fondamentale con questi cagnolini, come con tutti i terrier, essere validi capobranco, mai violenti ma molto fermi.

L’educazione è necessaria. Necessarie però sono anche le passeggiate e le corse in libertà e il gioco.

 

 

Share This:

Potrebbero interessarti anche...