ANGELI IN PELLICCIA IV

Ecco qui il quarto capitolo, buona lettura!!

Capitolo IV

Naruk: Lo scettro del comando

La voce maschile che mi stava parlando attraverso il telefono trasmetteva una nota d’ansia seppur mascherata da un certo controllo. Sembrava appartenere ad un uomo sui quaranta, quarantacinque anni, colto e sicuro di sé ed infatti quando ci incontrammo potei rendermi conto che la mia valutazione era stata esatta. L’uomo chiedeva se era possibile avere un colloquio con me dato che il suo cane aveva cominciato a creare qualche “problemino”.

<<Sa, è sempre stato buonissimo ma da un po’ di tempo ringhia.>>

<<Ah, che cane è il suo?>> chiesi subito

<<Un Lupo cecoslovacco, maschio, di circa un anno e mezzo.>> mi rispose l’uomo.

<<Accidenti!>> pensai <<Un animale del genere che minaccia qualcuno non è uno scherzo.>>

<<Senta, a chi ringhia? A qualcuno di voi, in famiglia, o agli estranei?>> domandai

Ci fu un breve silenzio poi arrivò la risposta:

<<Bè, soprattutto agli amici delle mie figlie…<<.

Quel soprattutto non mi convinceva ma lasciai stare per il momento e non cercai di approfondire, invece mi informai subito sull’età delle ragazzine.

<<La più piccola otto, la più grande tredici.>>

<<Senta, e se le dicessi che secondo me il suo cane ringhia solo agli amici della bambina più grande?>>.

Altro silenzio.

<<Ma lei ha la sfera di cristallo?>> scherzò il mio interlocutore. Ridemmo, poi lui aggiunse:

<<E’ proprio così!Lei però come fa a saperlo?>>.

<<Mi sono fatta un’idea della dinamica del vostro branco-famiglia. Credo che il suo lupone abbia deciso di conquistarsi lo scettro del potere.

Vede, sua figlia, la maggiore, sta entrando in un’età delicata, la pubertà, e il suo cane lo sa. Sto per dirle una cosa forse sconvolgente: lui ritiene che gli amici della ragazzina siano, per così dire, dei rivali. Solo che presto potrebbe cominciare a ringhiare anche a lei, per esempio mentre fa una carezza a sua figlia o se dovesse entrare in camera sua!>>.

<<Quando possiamo vederci?>>

<<Il prima possibile. Mi raccomando, al primo incontro deve essere presente tutta la famiglia.>>

Il sabato seguente una jeep di grossa cilindrata entrò nel cortile della mia fattoria. Nel vano posteriore vidi un cane enorme, in piedi , che al sentire il latrato dei miei cani prese ad abbaiare furiosamente tanto da scuotere l’auto.

Quello era Naruk,un meraviglioso Lupo cecoslovacco di 50 chili.

50 chili non di materiale tipo Labrador da divano, 50 chili di ossa e muscoli d’acciaio. La testa era stupenda contornata da una criniera di pelo morbido . Due occhi a mandorla dall’espressione fredda e dura scrutavano il nuovo ambiente mentre il suo padrone, un bell’uomo atletico, reggeva il guinzaglio con tutta la sua forza dato che Naruk, a sentire gli altri suoi simili, si era rizzato in piedi, sollevandosi sulle zampe posteriori e tirava furibondo. In qualche modo raggiungemmo il mio ufficio accompagnati dalla moglie e dalle due ragazzine. Li feci accomodare ma mi accorsi che l’uomo era restio a sedersi.

<<Si sieda, si sieda!>> lo invitai . Lui tergiversava e quando alla fine si sedette ne capii il motivo.

Appena lui si abbassò e quindi perse la posizione dominante di umano bipede, Naruk alzò la zampa e marcò con uno spruzzo di urina le gambe della sedia.

<<Come mai avete scelto un cane di questa razza?>>esordii

<<Ah,ci abbiamo pensato molto e abbiamo raccolto tutte le informazioni possibili prima di deciderci.>> rispose la moglie

<<Questo è un cane tra virgolette importante, non lo consiglierei mai come primo cane. E’ un animale un po’ Dottor Jeckill e Mister Hyde per intenderci. Inoltre la razza è molto recente e non è del tutto stabilizzata a livello caratteriale.>>spiegai

<<Lo abbiamo acquistato in uno dei migliori allevamenti italiani .>>aggiunse l’uomo << E comunque tutti ci dicevano che è un ottimo cane per famiglie.>>disse la donna.

<<Non ho detto che non sia un buon cane, solo che per gestirlo ci vuole una certa competenza cinofila dato che in lui la componente lupesca è preponderante.>> replicai.

In quel preciso momento,Roberto si affacciò alla porta dell’ufficio per chiedermi se avevo con me il telefono. Non ebbi tempo di rispondergli perché Naruk con una specie di ruggito si slanciò contro di lui che chiuse di scatto l’uscio. Senza guardare il cane strisciai lungo la parete, socchiusi la porta e passai l’apparecchio telefonico al mio compagno che mi lanciò un’occhiata del tipo: <<Auguri!>>.

<<Bè>> dissi<< Credo siate d’accordo con me che Naruk ha bisogno di un po’ di aiuto prima che combini qualche pasticcio!>>.

Tutta la famiglia si dimostrò d’accordo. Naruk era stato portato a casa a due mesi, un batuffolo di pelo, un lupetto indemoniato e da subito era stato inserito nel gruppo . Mai escluso, aveva seguito la famiglia ovunque. Ma l’infanzia di un canide dura poco, troppo poco in termini umani. C’è sempre tanto da fare: impegni di lavoro, la scuola, la casa. Si tende sempre a rimandare l’educazione di un cucciolo ed è uno sbaglio. Perché una cosa è convincere un cagnolino impressionabile e duttile ed una cosa è costringere un animale adulto magari già sicuro di essere un alfa, ad eseguire un ordine.

Naruk, fiero e sicuro di sé, straviziato, con tutte le priorità del capobranco, era ormai uscito dall’infanzia e riteneva suo diritto “prendere decisioni” su questioni importanti all’interno del branco. Per esempio, decidere quando essere o non essere accarezzato, dove dormire, quando tornare al richiamo, chi poteva entrare in casa e via di seguito. Cominciai subito col proporre al proprietario del lupo l’uso del Gentle leader o Cavezza per cani o Collare gentile, eliminando immediatamente il collare a strozzo. E qui devo aprire una parentesi molto, molto importante. Mi domando come sia possibile che nei negozi si vendano collari a strozzo (per non dire di peggio, come collari a punte o elettrici!) e che inoltre questi strumenti vengano dati senza spiegare neppure a grandi linee come devono essere usati. In mano ad un professionista che sa come utilizzarlo lo strozzo può anche funzionare ma comunque è un oggetto che provoca dolore, in mano ad un inesperto può risultare o totalmente inefficace o molto , molto pericoloso.

In casi estremi può uccidere.

Si,perché lasciato addosso ad un cane senza controllo può far si che questo si soffochi senza scampo, impigliandosi da qualche parte. So di cani morti in macchina dove erano stati lasciati con al collo lo strozzino, per il tempo che il padrone faceva la spesa. Non è assolutamente vero che con questo tipo di collare il cane impara a non tirare: anzi, per sfuggire al dolore strattonerà fino a diventare cianotico, in certi casi, nella speranza di riuscire a spezzare il guinzaglio. Il cane ben educato e che sia convinto di avere un buon leader al suo fianco non tirerà per sua scelta e non per coercizione. Comunque qualsiasi collare abbia addosso, quando il cane tira la trazione si scarica sulla trachea,quindi su un punto molto delicato.

Il Gentle leader è uno strumento a dir poco geniale: viene posizionato come una cavezza per cavalli, il moschettone del guinzaglio si aggancia infatti sotto alla mascella.Quando il cane tira la forza si scarica dietro alla nuca,cioè sul punto di dominanza e l’animale è costretto a girare la testa verso il conduttore…senza alcun tipo di dolore!! Con questo strumento abbiamo il controllo assoluto di cani di qualsiasi taglia, senza sforzo.

Provare per credere.

Diamo solo il tempo al nostro amico a quattro zampe di abituarsi a portarlo con bocconcini e giochi, per pochi minuti alla volta. Ci tengo anche a precisare che il Gentle leader NON è una museruola, il cane può bere, mangiare, mordere e riportare la pallina con quello addosso.

Naruk con il collare a strozzo era totalmente fuori dal controllo del suo proprietario, con la cavezza poteva essere portato in giro in tutta tranquillità. Spiegai subito alla famiglia il discorso dell’abbassamento gerarchico pilotato che nel caso del loro lupone doveva avvenire per gradi, per non rischiare nulla. Mi raccomandai di non sfidare Naruk in nessun modo,in questa fase, e di cercare di inviargli segnali calmanti in caso di tensioni.

I cani, quando interagiscono fra loro, usano un linguaggio gestuale comune a tutte le razze, in tutto il mondo. Alcuni segnali, la maggior parte, servono a pacificare il quadrupede che hanno di fronte. Alcuni di questi segnali possono essere utilizzati anche da noi umani quando ci troviamo a comunicare con un cane specie se sconosciuto o irascibile. Se volete calmare un cane potreste: girare la testa di lato, guardare per terra o annusare per terra, sbadigliare vistosamente e umettarvi le labbra.

Consigliai ai proprietari del Lupo cecoslovacco di imparare a usare questi segnali,specie le bimbe, alle quali Naruk ringhiava se per esempio loro lo toccavano con i piedi mentre lui era sotto il tavolo. Inoltre in questa fase il cane non doveva essere sgridato ma molto premiato se eseguiva un ordine: il concetto era di evitare di farlo sbagliare per poterlo premiare aiutandolo a capire cosa si voleva da lui grazie al rinforzo positivo. Ovvero bisogna mettere in atto una specie di modellamento comportamentale grazie ai premi dato che ogni cane tende a rifare un’azione se questa gli procura un vantaggio e ad abbandonarne un’altra se al contrario non gli porta nulla di positivo. Cercai anche di descrivere quale doveva essere l’atteggiamento quasi lo stile di un buon capobranco,cosa non semplicissima all’inizio ma molto utile con qualsiasi cane e fondamentale nella convivenza con un Lupo cecoslovacco, maschio, adulto. Tutti mi sembravano convinti e seriamente motivati così fissai un appuntamento di lì a una decina di giorni per dar tempo a Naruk di capire che qualcosa stava cambiando nella dinamica del suo branco.

E venne il momento della prima lezione sul campo.

Come mi ero aspettata il Lupo non voleva cedere lo scettro regale ed infatti non accettava alcun tipo di premio. Disdegnava la “paga”, non voleva lavorare per nessuno, lui era ancora convinto di essere un re. C’è una regola che si chiama del Quadrifoglio che definisce le possibili ricompense per un cane.

Primo: le carezze. Secondo: il bocconcino. Terzo:il gioco di caccia e cioè la pallina-preda. Quarto: il gioco del tira-e-molla da farsi con uno straccetto o un nodo di filo.

E’ molto importante scoprire qual è la ricompensa più gradita per il vostro cane e lo si può capire mettendo in riga in un luogo tranquillo i quattro premi (come simbolo per il primo useremo noi stessi, seduti a terra.).Un aiutante sguinzaglierà il cane e così, per esclusione, capiremo ciò che lui preferisce. Tuttavia, grazie alla determinazione del suo proprietario, nel giro di due o tre incontri solamente Naruk iniziò a cambiare atteggiamento. Imparò a sedersi su comando, a eseguire il Terra-Resta, a camminare al piede. Soprattutto si poteva notare come ogni volta di più cresceva l’attenzione del cane nei confronti del suo umano e come piano piano perdesse rigidità. Cominciava a rilassarsi dato che ormai era il suo leader-finalmente!!-ad assumersi le responsabilità importanti nella guida del branco.

In breve tempo Naruk iniziò ad obbedire agli ordini di base anche se questi venivano impartiti dalle due sorelline. Quando tuttavia lo si vedeva muoversi con il suo passo di danza elegante ed instancabile, quando i suoi denti si scoprivano un attimo durante uno sbadiglio, quando confrontando il palmo della mia mano e la sua zampa si notava che erano larghe uguali e soprattutto quando il suo sguardo magnetico si incrociava con il mio, allora capivo , come avevo capito per Nebbia, che davvero in quell’animale coabitavano due anime e che il suo antico spirito guerriero avrebbe potuto riemergere in qualsiasi momento, al di là di tutte le sovrastrutture con le quali noi umani avremmo potuto sforzarci di mascherarlo.

Rimaneva ancora un unico problema da risolvere.

Naruk, ogni sera, aspettava che tutti fossero andati a dormire poi, silenzioso, saliva le scale, raggiungeva la zona notte, entrava in bagno e marcava…sul water, dopo che tutti avevano “marcato” a loro volta nella sua mente.

Sgridarlo non aveva nessun significato perché lui non sporcava mai in presenza dei proprietari e allora…che fare?

Bisognava che lui venisse punito in assenza delle persone e che inoltre si spaventasse in modo che avrebbe potuto pensare che il suo padrone gli aveva detto di non entrare in bagno perché sapeva che prima o poi qualcosa di brutto poteva capitargli. Avremmo così preso due piccioni con una fava: Naruk non avrebbe più marcato e la considerazione verso il suo capobranco sarebbe salita a dismisura.

Ebbi un’idea.

Suggerii al proprietario del lupo di cospargere la stanza da bagno di trappole per topi dopo aver tolto la parte seghettata, quella che può ferire.

Fu sufficiente una volta sola, una sola esperienza, e il lupo cessò completamente di visitare la stanza da bagno. Non solo: l’effetto è stato così forte nella sua mente che Naruk ha imparato a far scattare le trappole poi le prende tra i denti con estrema delicatezza e …le consegna al suo padrone!!!

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