Amici Dentro – XIX giorno

ok piccolo amici dentro prisoner

Progetto “Amici dentro” – corso di educatore cinofilo presso il Carcere di Tolmezzo

Wuff, amici, dato che Lampo è convalescente per un raffreddamento, sarò io oggi a raccontarvi la mattinata in carcere a Tolmezzo, sì, proprio io, Dalton, il vecchio guerriero che con Callum, Daniela e Giovanna, ha varcato i cancelli del penitenziario.

In Biblioteca ci hanno raggiunto Antonio, Giuseppe, Luigi e Vincenzo. Massimiliano e Antonino oggi non hanno potuto essere presenti perchè intenti a superare un esame per un altro corso. All’inizio sono stato un po’ snobbato e già sono piccolo, non ho un physique du rôle importante. Ma poi Daniela che mi adora ha narrato le mie gesta, il mio percorso di Campione di caccia in tana, di agility, campione riproduttore e infine campione di… bontà con bambini e persone diversamente abili. Allora, qualcosa si è mosso e in particolare Luigi ha deciso che ero un cane speciale e consiglierà la razza dei Fox terrier a sua moglie!

Antonio invece ha passato un foglio a Daniela ed ecco il contenuto: titolo “Per fortuna ho incontrato lui”:

“Ci siamo incontrati in un angolo di strada, lui mi ha guardato, io l’ho guardato. Dopo un attimo di esitazione abbiamo staccato gli occhi l’uno dall’altro e io, fozando me stesso e le mie suggestioni, ho ripreso a camminare. Non ci casco, ho pensato, troppe volte per uno sguardo di troppo mi sono trovato incastrato. L’errore è stato voltarmi indietro: lui aveva invertito la marcia ed era a pochi passi da me, camminava con fare distratto fingendo di guardarsi attorno ma era chiaro che mi stava seguendo. Quando sono arrivato al portone di casa, l’ho ignorato e ho preso a salire le scale. Lui era ancora a una rampa di distanza. La situazione cominciava ad essere preoccupante ma, lo ammetto, anche un pò intrigante. Che tempra, ho pensato, ci vuole carattere per comportarsi così! Appena ho aperto la porta mi ha schivato e si è precipitato in casa, di corsa, fino al salotto. Era troppo! Decisamente spazientito, l’ho raggiunto per costringerlo ad andarsene. Ma quando l’ho visto, ben piazzato sul mio miglior divano, che mi guardava con gli occhi insieme allegri e supplichevoli, ho ceduto. Scometto che la cara DANIELA pensa che stia raccontando la storia di un incontro gay, abbagliante ma effimero. Invece si sbaglia di grosso. Io e lui viviamo insieme già da un anno e tutto è andato bene: affetto, rispetto reciproco e fedeltà assoluta. Beh, devo ammettere che in quanto a fedeltà lui è molto più  bravo di me. Mi ama incondizionatamente mi segue ovunque e non mi  tradirebbe mai. Perchè lui è il mio meraviglioso beagle, la fedeltà assoluta ce l’ha nel DNA come tutti i cani. Specialmente quelli che trovano un nuovo  padrone dopo che il primo li ha traditi, abbandonandoli senza nessuna remora, come un giocattolo venuto a noia. A un anno dall’incontro con Sherlock (così l’ho chiamato) io che non avevo mai avuto un cane e che ora non rinuncerei mai a un amico come lui racconto al mio AMICO questa storia, vera in ogni particolare, come appello a quanti stanno abbandonando il loro cane per godersi un’estate in libertà”.

Wuff, amici, ecco una vera lettera dal carcere, ecco cosa pensa un detenuto dell’amicizia, dei cani e dell’abbandono! Meditate gente meditate!

A presto amici! Una leccatina dal vostro Daltonino!

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