“AMICI DENTRO” – Detenuti – 2.0 (secondo corso)

ok piccolo amici dentro prisoner

Progetto “Amici dentro” – corso di educatore cinofilo presso il Carcere di Tolmezzo

Wuff, amici, sono Lampo e volevo rendervi partecipi del fatto che è cominciato il II Corso per Educatori cinofili rivolto ai Detenuti del Carcere di Tolmezzo.

Come per il primo i nostri umani sono Daniela, Giovanna, Cristiana e Andrea mentre noi 4 zampe siamo, oltre al sottoscritto, Callum, Brenno (cucciolone curly appena arrivato al Centro) e probabilmente anche Dalton. Poi si vedrà.

Gli studenti sono belli carichi, interessati più alla teoria che alla pratica, molto coinvolti, pieni di domande da porre e di storie da raccontare. Storie di cani, di uomini e della loro terra del Sud. Storie di cani che accompagnano uomini, che compiono azioni straordinarie come quel bastardino che accompagnava il suo umano “diverso” a tutti i funerali del paese e che alla sua morte ha continuato a farlo come perchè nessuno se lo scordasse. O quella di un nonno che ha adottato un lupo e l’ha cresciuto come fosse un cane.
Anche qui, come sempre quando si narra di animali, la leggenda e la realtà si fondono, non sono più necessariamente separate, non è neppure importante sapere quanto c’è di vero e quanto di immaginario. L’importante è continuare a raccontare e ad ascoltare storie di uomini e di cani.
E anche in questo corso, dopo un attimo, noi cani abbiamo fatto breccia, abbiamo aperto un canale di comunicazione, i visi contratti e sospettosi si sono aperti in sorrisi, le mani si sono strette in saluti, e le lezioni di cinofilia si sono trasformate in momenti di contatto.

Nel frattempo con Brenno, Hawk, Hunter e Pilar, i venerdì si susseguono gli incontri con il II gruppo di Agenti. E anche qui il clima è disteso, anche qui noi cani finiamo coccolati, anche qui si ride e si scherza mentre i nostri umani spiegano agli agenti come si conduce un cane o qual’è l’alimentazione più corretta o cos’è l’ansia da separazione. Qui i nostri conduttori sono Daniela,Martina e Giovanna.

Il giorno dell’esame

Diario di Bandito e Callum!
Wuff, amici, oggi questa pagina di diario la scriviamo a due zampe Callum ed io. Stamattina con Cristiana, David e Daniela ci siamo recati, come ogni martedì, al Carcere di Tolmezzo.
L’atmosfera era un po’ diversa, forse anche un po’ commossa nonostante alle nostre narici arrivasse un profumino di dolcetti che si sprigionava dal sacchetto che Cristiana reggeva con cura mentre attraversavamo tutte le porte e i cancelli blindati. E in effetti la giornata era davvero speciale. Infatti gli otto detenuti del II. Corso per Educatori Cinofili avrebbero dovuto sostenere l’esame come già avevano fatto gli altri otto studenti del primo gruppo.
Adriatik, Leo, Pasquale, Vittorio, Domenico, Pietro, Fabrizio, Nicola; ecco i nomi dei corsisti. Dietro a ogni nome una storia; storia che noi non abbiamo voluto conoscere. A noi di questi uomini, delle storie di questi uomini, importa solo la parte umana, quella che noi abbiamo potuto percepire in questi sei mesi di incontri, di studio, di conoscenza, di risate, di ricordi, di speranza, di rimpianti e di moltissimo altro ancora. Un qualcosa che non si può neanche descrivere a parole, un qualcosa di struggente che esula dal razionale, che forse si avvicina a quella che gli umani chiamano amicizia….Come definire altrimenti quella scintilla negli occhi di ciascuno dei detenuti nel momento in cui ricevevano l’attestato di buon esito del corso e stringevano la mano di Daniela che glielo consegnava? Come definire i sorrisi, le parole di saluto cariche di affetto da una e dall’altra parte? “Ma allora non ci vedremo più?”, “Ti faccio l’ultima carezza Callum!”, “Mi ricorderò di te Bandito, sei un bravo cane!”.
La nostra speranza è che venga un giorno dove questi uomini, tutti gli uomini, non abbiano più bisogno di sbarre intorno e possano giocare con noi e correre insieme a noi come faceva ogni martedì Domenico a fianco di Callum. Noi cani abbiamo questo potere di unire le persone forse perchè davanti a noi ogni uomo è nudo e, visto che non può nascondersi, non può far altro che essere quello che è. E poi a noi cani non interessa il passato, nè il nostro, nè quello degli umani che ci avvicinano, solo il presente conta perchè, se ci pensate bene, è l’unico attimo davvero reale che però non ha un inizio nè una fine, scorre come un fiume. Quindi in verità il presente è solo il passaggio tra passato e futuro, un ponte sospeso e bisogna cogliere l’attimo, la bellezza sottesa di ogni incontro fuggente.
Questi uomini, oggi, hanno celebrato con un abbraccio la bellezza fuggevole di un’amicizia sospesa nel presente, che ha permesso loro per un solo istante di abbattere muri e cancellate.

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